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Digital e Covid19. I nuovi nomi della frontiera

Sono passati appena 60 giorni scarsi, eppure saranno due mesi che non dimenticheremo facilmente. In queste settimane l’Italia si è blindata, ha lottato, ha indossato mascherine, si è impaurita. Nessuno sa quale direzione abbiamo preso con la cosiddetta “Fase Due”, nessuno è in grado di prevedere cosa accadrà nei prossimi mesi. A livello sanitario, economico e sociale. Ma c’è un mondo che ha trovato finalmente la sua essenza naturale. Il mondo digitale.

Fino a poche settimane fa c’era ancora chi dibatteva se il digital fosse un mondo nuovo o uno vecchio trasportato su altre piattaforme. Se TikTok avesse retto l’urto del B2B, quali fossero le strategie migliori. Oggi tutto questo è stato spazzato via. Anche perché se il nonno novantenne ha imparato come chiacchierare coi nipoti in una video-chat, tutto sembra realmente possibile.

Il mondo digitale dunque si schiude completamente, anche ai più scettici. Non per scelta, ma per necessità. Quale direzione prenderà tutto questo, è ancora presto per dirlo. Ma vediamo cosa sta funzionando, quali sono le novità e cosa (verosimilmente) andrà crescendo sempre di più.

Secondo alcune analisi (tra cui quelle di SocialBakers e WeAreSocial) il traffico dati in Italia ha avuto un incremento del 70% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Un aumento vertiginoso dato dal fatto che chiunque è rimasto connesso per molte ore. Chi lavorando, chi giocando sulle piattaforme di gaming, chi chiamando e inviando messaggi. Quante videochiamate avete fatto negli ultimi due mesi?

Da Skype a Messenger, passando per Teams, Whatsapp, HouseParty e mille altre app. La video-chat è arrivata per restare. Se prima era considerato bizzarro (e anche un tantino inelegante) videochiamarsi con un cliente, oggi questa barriera è stata infranta. E c’è da giurarci che nei prossimi mesi saranno decine le riunioni che verranno soppiantate da una banale “call” video. Quale impatto avrà questo cambiamento?

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Ma se il B2B si può facilmente adattare a questa nuova era, sono tanti i settori che dovranno necessariamente guardare alla tecnologia per sopravvivere (prima) e re-inventarsi (dopo). Parliamo della didattica, del turismo, della cultura. Ma anche dei concerti e degli spettacoli.

Secondo i dati rilevati dall’Osservatorio sui bilanci del Consiglio e della Fondazione Nazionale dei Commercialisti, il lockdown italiano porterà a un crollo del fatturato (solo per le srl del settore alberghiero e della ristorazione) di 16,7 miliardi di euro. Un tonfo del 44% rispetto all’anno precedente.

Calcoliamo, inoltre, che stiamo parlando solo di due settori economici, per quanto cruciali per l’economia italiana. E che ragioniamo solo in un’ottica di miglioramento sostanziale nei prossimi trimestri.

Ma c’è anche chi è riuscito ad adattarsi per tempo e a rilanciare. È il caso delle imprese che avevano già o che hanno investito subito nell’e-commerce. La GDO e i negozi che hanno potuto mantenere aperta l’attività vedono volare il fatturato. A fine marzo i supermercati facevano numeri da record (mediamente +10%), mentre l’e-commerce volava addirittura al +162%. Stando a un recente rapporto di Netcomm, il 77% delle aziende che vende online nei diversi settori ha dichiarato di aver acquisito nuovi clienti già nelle prime due settimane di lockdown.

E-commerce, rivoluzione digitale e dati. Dalla blockchain in poi, la privacy e la qualità della riservatezza sono diventate sfide chiave anche per il futuro. Nel frattempo anche le PMI si muovono in massa verso i Social Media. Chi aveva già una strategia in atto ha potuto mantenerla o implementarla. Tanti altri hanno visto tardi l’opportunità, ma anche il mondo social sta evolvendo.

Le Stories sono qualcosa di stabile ormai nelle nostre vite. Facili, rapide, divertenti. E se anche il Washington Post è ormai su TikTok, significa che dobbiamo andare oltre la classica comunicazione, anche digitale. Giù le barriere, puntiamo l’integrazione. Intanto Twitter cerca di assumere una nuova veste, anche qui puntando sul “fattore Stories”. Come? Con “Fleets” (per ora solo in alcuni Paesi per una fase di test).

Ogni mese, ogni settimana e ogni giorno le piattaforme di social media innovano e cercano nuove strade da battere. Ma oggi si trovano sulla cresta dell’onda, e andranno ad analizzare una mole colossale di dati a livello globale. Se poco sappiamo di come evolverà questa situazione, due punti restano fissi: e-commerce e una maggiore segmentazione del proprio pubblico sui social media. Una scommessa aperta che avrà sicuramente modo di stupirci.

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